Io sono. Solo. Amleto.

Da un ipotetico regno dei morti, un padre che fu re si rivolge a un figlio per rivelargli, quando ormai è troppo tardi, ciò che ha potuto vedere e comprendere durante i suoi ultimi istanti di vita. Dopo di lui, in questo non-luogo, misterioso e di passaggio, sono destinati a cadere i personaggi dell’Amleto, ognuno portatore di un tema e di una rinnovata visione sulla vita e sulla morte, ognuno interpretato dallo stesso attore, solo. Il progetto parte dal testo shakespeariano per attraversare i dubbi che fondano il nostro tempo: dal rapporto tra padri e figli alla relazione tra leader e società, dalle dinamiche di potere, sia nella dimensione pubblica che in quella privata, alla ricerca di una giustizia che si specchia nella vendetta. Il mito di Amleto incarna perfettamente il travaglio della crisi di conoscenza contemporanea. Siamo noi a essere Amleto: sopraffatti dal pensiero, impossibilitati all’azione. Drammaturgia, recitazione e regia collaborano nell’esplorazione di zone di confine tra attore e personaggio, tra palco e platea, realtà e finzione, prendendosi il rischio di provare a conquistare l’essere, lo stare. Uno studio tra la prontezza e l’azione. Una riflessione sull’Identità. La Solitudine. L’Arte.

Progetto e interpretazione: Marco Cacciola
Drammaturgia e regia: M. Cacciola, Marco Di Stefano
Testi originali: Lorenzo Calza, Michelangelo Dalisi, Letizia Russo
Assistente alla regia: Carlotta Viscovo
Audio e motion projection: Iro Suraci
Luci: Fabio Bozzetta
Consulenza al progetto sonoro: Gup Alcaro
Consulenza ai movimenti: Alessio Maria Romano
Produzione: Residenza IDRA /InBalìa
Ringraziamenti: Mariangela Gualtieri per la concessione del Monologo del non sotratto da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro/Manifattura K

Direttore responsabile.

Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi.

Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

Federico Niola

Direttore responsabile. Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi. Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

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