Il richiamo di Shiva

 

compagnia Brahma diretta da Marco Beljulji

Il richiamo di Shiva rappresenta un viaggio all’interno della psiche del grande coreografo Maurice Béjart. Lo spettacolo, liberamente tratto da “Lettere a un giovane danzatore” scritto dallo stesso coreografo, traspone sulla scena la visione Béjartiana della danza, attraverso la commistione delle diverse arti che ha avuto l’opportunità di esplorare durante la sua vita. Un coro formato da sei personaggi è l’elemento che guida lo spettatore nella scoperta dei diversi mondi che caratterizzano la sua poetica. In questo loro percorso, volto a sviscerare quale sia il ruolo e l’essenza del danzatore, e più in generale dell’artista, incontreranno diverse personalità quali Martha Graham, danzatori di folclore, musicisti e attori. Fino a raggiungere il momento catartico con l’apparizione di Shiva, il dio della danza.

Lo spettacolo ha l’obbiettivo di far riflettere i giovani danzatori sull’arte della danza, non solo sul suo ruolo estetico ma anche sulla sua essenza intrinseca. Negli ultimi decenni, infatti, essa sta correndo il rischio di perdere quella che è da millenni la sua vera natura artistica, separandosi dalla sua esigenza primordiale di entrare in contatto con una dimensione spirituale di preghiera o di festa. La danza non può essere considerata uno sport poiché si lega alla necessità di lanciare un messaggio, di emozionare e raccontare una storia attraverso il corpo e il movimento. Da qui parte l’idea di realizzare uno spettacolo teatrale che prenda spunto dal testamento artistico del coreografo Maurice Béjart e ne metta in luce i valori principali. Il libro di Béjart si compone di sette lettere rivolte ad un giovane danzatore e all’interno delle quali spiega il significato della danza, quali siano le sue caratteristiche principali e cosa differenzia un mero esecutore da un interprete. “Il Richiamo di Shiva” vuole portare sulla scena il contenuto di queste lettere e lo fa utilizzando diversi generi performativi quali le percussioni, la danza indiana, il flamenco, la danza Graham, la recitazione e il canto. I diversi personaggi del coro non sono altro che le proiezioni corporee delle differenti sfaccettature che compongono la personalità di Béjart e si connotano ulteriormente attingendo ai diversi mondi artistici da cui egli ha preso ispirazione. Maurice Béjart è stato un rivoluzionatore della danza in quanto la sua idea era quella di creare un’arte totale che comprendesse più generi artistici. Come reso evidente dal titolo, il compito di sensibilizzare gli animi dei giovani artisti spetta a Shiva, dio della danza, un danzatore cosmico che ha come peculiarità quella di influenzare l’intero pianeta e risvegliare l’uomo inconsapevole.

Con: Claudia Lawrence (Martha Graham), Lucrezia Maniscotti (Shiva)

Danzatrici: Beatrice Mazzola, Giulia D’Antoni

Coro Béjartiano: Marco Beljulji, Linda Apicella, Marianna Cossu, Maria Grosso, Stefania Mancini, Francesco Severgnini

Musica: Emanuele Lepera, Giovanni Japichino, Luca Scappagnini

Canto: Ilenia Caporaso, Francesca Parravicini

Trucco: Benedetta Michelato

Luci: Riccardo Grippo

Drammaturgia: Iolanda Galano

Produzione: Heartvoice

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