Buffone

Osservando l’immagine della copertina di Foyer, Anno VI, n. 1: un bozzetto per un costume di scena.

Fin dall’antichità il buffone, il ghelotopoiòs, ha giocato – è proprio il caso di dirlo – un ruolo importante negli spettacoli teatrali, e, come è giusto che sia, alla scuola di teatro, di teatro di ricerca, si intende, come in una sorta di bottega artigiana si richiede agli allievi di impegnarsi ed esprimersi in tutte quelle arti che coinvolgono appieno l’attore per la messa in scena di uno spettacolo. Non si tratta solo di dar voce ai personaggi, si tratta di costruirli in tutti i loro aspetti, di inventare la forma, la maschera, il costume per dar vita ai ruoli. 

E’ da questi presupposti che nasce il bozzetto riprodotto in copertina.  Bozzetto come esercizio a cui si fa ricorso in tutta la storia dell’opera d’arte come modalità di passaggio dal piccolo al grande o, addirittura dal particolare all’universale.

Osservando l’immagine in questione non si può, a mio parere, non cogliere, nella postura del soggetto, una allusione allo schema del corpo umano che Leonardo ha desunto dal “De Architectura” di Vitruvio. In opposizione però alla costruzione di un aureo rapporto di misure e di forme, qui l’equilibrio e l’armonia della figura umana si rompono, si deformano nella ricerca di un punto di disequilibrio – incarnato nella pièce teatrale proprio dal buffone – che faccia precipitare lo sviluppo della vicenda, che porti al riso che destabilizza, inducendo infine a riflettere, a compatire, a ridimensionare. Pare che la logica sottesa alla costruzione del costume, che enfatizza e amplifica il ruolo del buffone, sia la figura retorica dell’antitesi nel contrasto tra scuro e chiaro, tra greve e lieve. Sovrasta un corpo marcato e in tensione un copricapo esagerato ed etereo, ingombrante e ridicolo, un’enorme ala che si oppone alla forza di gravità: una sorta di didascalia per lo spettatore che può abbandonarsi divertito a un riso complice ma liberatorio, e all’applauso che ne consegue.

                                                                                                                               Natalia Ajmone 

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