Il teatro è fatto di… mostri

Il pomeriggio del 18 settembre 2018 nella sala del Teatro Filodrammatici di Milano è stata presentata la stagione 2018/2019 con il titolo ad effetto “Il teatro è fatto di… mostri!”

Dopo il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo del Corno e quello de Presidente e Vicepresidente del Teatro, i direttori artistici Bruno Fornasari e Tommaso Amadio hanno presentato gli spettacoli in cartellone; ha chiuso la serata la direttrice organizzativa Marina Gualandi con il resoconto dei numeri della stagione passata e la disamina dei progetti speciali che vedremo nel coso dei prossimi mesi.

Da ottobre 2018 a giugno 2019 il teatro conterà 242 alzate di sipario, 14 produzioni Teatro Filodrammatici, 5 prime nazionali e 6 prime milanesi.

Non mancherà il consueto appuntamento con il Festival lecite/visioni sulle tematiche lgbt.

I direttori artistici ci hanno raccontato la stagione con queste parole: “Anni fa Juan Majorga, amico e drammaturgo spagnolo di cui stavamo mettendo in scena un testo, ci parlò di un video che l’aveva molto colpito. In un vagone della metropolitana, da una telecamera interna, si vedeva un ragazzo avvicinarsi all’unico altro passeggero della corsa, una ragazza, che dopo essere stata minacciata a parole dall’uomo, veniva selvaggiamente picchiata. Senza motivo. La violenza della scena, erano anni in cui la rete non brulicava ancora di video di questo tipo, ci aveva scioccati. Da quella  visione si era accesa tra noi una discussione sulla sensatezza o meno di rappresentare una scena del genere in teatro. Per quanto scioccante, la situazione alla fine raccontava di un pazzo a cui il destino sembrava aver offerto una vittima sacrificale. Il senso di ingiustizia e compassione che suscitava sembrava metterci però in una strana posizione di “comodità”. Esisteva un bene e un male, un giusto e uno sbagliato a cui aderire in modo molto rassicurante.

A un certo punto però un altro video che riprendeva la scena da un’angolazione diversa, mostrava la presenza nel vagone di una terza persona. Le immagini erano confuse ma inequivocabili. Questa terza persona era lì ed era rimasta immobile per tutto il tempo. Quella presenza che improvvisamente irrompeva sulla scena, cambiava tutto. C’era qualcuno che in quel momento avrebbe potuto agire, fare una scelta. E a ben vedere, una scelta l’aveva fatta. Solo che non corrispondeva a quello che, per chi guardava da fuori, era la scelta giusta. Il primo moto di indignazione e condanna di fronte a quel comportamento ha però presto lasciato il posto ad un’altra domanda: perché? Indifferenza, darwiniano spirito di sopravvivenza, paura forse? Perché non fare nulla? E soprattutto, se ci fossimo stati noi lì, in quella situazione, siamo sicuri che avremmo fatto qualcosa che avrebbe portato ad un esito migliore?Ecco, in una realtà come quella di oggi, interconnessa, globale, dove siamo sempre più esposti a notizie e video le cui storie ci chiedono di prendere una posizione ed elaborare freneticamente un giudizio su situazioni di cui quasi sempre conosciamo ben poco, il rischio è che il pre-giudizio diventi morale assoluta. Buoni e cattivi, vittime e carnefici, in un pericoloso gioco di semplificazione che alimenta quell’istinto, molto rischioso, di sentirsi sempre e comunque dalla parte del giusto. Questa stagione 2018/19 vuole essere, con la consueta ironia, un viaggio in quella complessità che compone le nostre singole esistenze e che non sempre tira fuori il meglio da noi, consegnando al palco l’ingrato compito di raccontare quello che nella vita facciamo di tutto per nascondere”.

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