ATIR on the road

La stagione nomade di ATIR Teatro Ringhiera

Alle 11.30 di giovedì 13 settembre 2018 a Palazzo Marino in Milano è stata presentata la stagione 2018/2019. Al fianco dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno che ha fatto gli onori di casa, molti protagonisti degli spettacoli presentati e il direttivo della compagnia.

Serena Sinigaglia, direttrice artistica, Chiara Stoppa, presidente, Arianna Scommegna e Anna Chiara Altieri ci raccontano così la prossima stagione nomade della compagnia, introducendo il programma con i versi di Antonio Neiwiller, attore, regista e drammaturgo scomparso prematuramente nel 1993.

Un nomadismo,

una condizione,

unavventura,

un processo di liberazione,

una fatica,

un dolore,

per comunicare tra le macerie.

Bisogna usare tutti i mezzi disponibili,

per trovare la morale profonda

della propria arte.

 

La condizione nella quale ci troviamo è semplicemente e concretamente la stessa: siamo in viaggio come lo eravamo un anno fa. In viaggio, quindi, in un tempo e in uno spazio sospeso, di attesa, dove tutto può ancora succedere.

“On the road”, sì, però insieme, tutti insieme per la seconda stagione itinerante di ATIR Teatro Ringhiera attraverso la città e i suoi teatri.

Nei dieci anni di gestione del Ringhiera abbiamo cercato di creare una grande comunità, fatta di spettatori, artisti, operatori e cittadini. Questa comunità si è messa in viaggio con noi, una variopinta carovana che ci ha accompagnato per la città e ha invaso le tante sale che ci hanno aperto le porte.

E’ stato bello viaggiare in tanti, senza mai sentirsi soli davvero. E’ stato bello conoscere altri spazi, altre storie, direzioni differenti, visioni complementari. E’ stato bello incontrare altri pubblici, nuovi spettatori. Sperare di accrescere la comunità, magari riuscirci. Il bilancio del primo anno “nomade”, lontano dal Ringhiera chiuso, è dunque positivo. Lo sarebbe stato comunque, perché fin da subito abbiamo voluto affrontare questo evento drammatico con allegria e positività. Inutile abbattersi, bisognava reagire, combattere, perseverare. E così è stato. Tuttavia il viaggio si è rivelato più stimolante e felice di quanto pensassimo:  11 teatri, 18 titoli, 61 repliche e 8.763 spettatori.

Grazie, grazie di cuore ai teatri milanesi che ci ospiteranno quest’anno (e naturalmente a quelli che ci hanno già ospitato): Piccolo Teatro-Teatro d’Europa, Teatro Elfo Puccini, Teatro Gerolamo, Teatro del Buratto, Teatro Carcano, Teatro LaCucina/Olinda, Teatro della Cooperativa, PIME Milano, Pacta dei Teatri / Salone di via Dini, Alta Luce Teatro, Il Cielo Sotto Milano, Aprés – Coup, Spazio In Opera Liquida.

Grazie inoltre alla nostra bellissima comunità che non molla mai, che ci segue e ci sostiene anche nei momenti più difficili e bui.

Grazie a tutti coloro che animano i nostri laboratori e le nostre feste. Gli eventi sociali sono un fatto costitutivo per ATIR. Crediamo con sempre maggiore fermezza in un teatro fatto con il pubblico, non “per” ma “con”. Crediamo che l’azione culturale oggi non possa prescindere da un ascolto attento e sistematico dei bisogni sociali. Un teatro che si fa servizio per il cittadino con l’aiuto del cittadino. Un’azione d’impatto sul corpo sociale, questo vogliamo essere. Attraverso gli spettacoli, i laboratori, gli eventi che organizziamo e animiamo. Sempre curiosi, sempre felici di poter allargare le collaborazioni a tutti i livelli.

Ci rimettiamo in cammino con lo stesso spirito anche per questa stagione ’18-’19. Certo, non è che manchino i problemi. Viaggiare costa, costa molto. Bisogna poterselo permettere. Non avere una casa è alla lunga stancante, direi meglio stremante e a poco a poco disgregante. Bisogna restare lucidi, gestire con prudenza e attenzione, e cominciare ad immaginare un futuro diverso, finalmente più stabile.

Quando uno spazio pubblico chiude, è sempre molto difficile sapere quando riaprirà. Quello che è certo è lo sforzo congiunto di tanti – istituzioni e non – perché il Teatro Ringhiera venga restituito presto alla città, quale polo di presidio culturale ed esempio di una politica territoriale attenta ai bisogni, ricca di servizi.

Altrettanto certo è che ATIR non smetterà di esserci, pensarsi e ripensarsi con la vivacità e la forza che da più di vent’anni la caratterizzano.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: