Stand up, Laura!

Per puro caos

 

Sta aggirandosi per l’Italia una pregevole voce dell’irriverenza che merita di essere ascoltata. La voce è quella di Laura Formenti, che è brava, molto brava.

E’ brava perché, come diceva qualcuno, non si può sempre vivere sotto le leggi del linguaggio senza contestarle. E riderci sopra è uno dei modi migliori che io conosca di interpretare la vita. Evidentemente lo pensa anche Laura, a giudicare dai suoi spettacoli.

Uno spettacolo di stand up comedy? Si, anche, non c’è dubbio. Ma Per puro caos è soprattutto il titolo di una sdrammatizzazione che porta in scena la natura ridicola di tutto ciò che viene invece contrabbandato come serio.

Il linguaggio e le sue imposture, gli schemi dell’intelletto e della morale, le regole, i cliché, i dati stabili, la famiglia, le amicizie, la nostra maledettamente estesa area di comfort.

Scritto con Giuseppe della Misericordia, il testo è liberatorio, veloce e divertente. Se non ti senti colpito vuol dire che non l’hai capito, diciamolo chiaramente. E’ dissacrante. E’ uno di quegli spettacoli che dopo averli visti ti senti così leggero che hai voglia di farti una birra. Un pretesto per pensarci su ancora un po’.

Ecco, a proposito del sacro, nella sua veste laica, si intende. Questo è interessante. Il senso di sacralità con il quale ci rapportiamo alle cose quotidiane fa veramente ridere, se lo guardiamo da dietro. Politica, religione, istruzione, relazioni, sessualità, maternità… le nostre inamovibili, granitiche certezze, davanti. Ma dietro? Dietro il caos, come per tutto il resto. Il caos è il vero ordine delle cose, persino Goethe sarebbe stato d’accordo. O era Nietzsche? Erano entrambi. Ma cosa c’entra la filosofia? C’entra, come c’entra la psicologia. Cosa ci inquieta davvero del caos, perché lo neghiamo così ostinatamente? Non è forse che abbiamo intuito che governa noi e il mondo e non vogliamo palesarlo?

Maledetta fatica di pensare! Eppure vale la pena di dirsele le cose. Andate a sentirla e poi ditemi se la Formenti non dice ciò che tutti pensate nel vostro tribunale interiore.

Filiazione accresciuta del precedente Sono una bionda, non sono una santa, lo spettacolo non fa sconti. Ma chi lo vuole lo sconto? Lo sconto, in queste cose, è materia da taccagni. Se siete generosi con voi stessi, se non vi  inquieta guardare il mondo da dietro, perché per qualsiasi ragione preferite assolverlo ed assolvervi guardandone il vestito, allora la Formenti ve la strapperà quella risata liberatoria.

A me piace osservare il pubblico durante gli spettacoli. Fateci caso, ci sono diversi modi di ridere, da quello alleggerito di chi sente i propri pensieri affidati a chi li sa raccontare magistralmente a chi si sente colpito e ride con l’angolo della bocca, ma ride. Da quello che guarda il partner con l’aria di “ecco, sei tu quello lì, tu fai così, ascolta un po’!” a quello che si chiede dove stia sbagliando. Senza scontentare quelli come me la cui mente non stacca mai del tutto, nemmeno quando ridono, e si aspettano che anche la riflessione intellettuale abbia il  volto leggero di un’irriverente comicità.

So stand up and stay tuned: www.lauraformenti.it

Direttore responsabile.

Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi.

Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

Federico Niola

Direttore responsabile. Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi. Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

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