Premi UBU 2017

Assegnati il 16 dicembre 2017 gli “oscar del teatro” nella cornice del Piccolo di Milano.

In occasione della 40esima edizione e per sancirne ancor più la sua specificità nel panorama teatrale nazionale, il Premio Ubu ha abbracciato diverse novità, molte delle quali frutto di una consultazione interna al gruppo che già da tempo esprime il proprio voto. In primis, quest’anno si segnala una ulteriore integrazione del gruppo di votanti con una quindicina di nomi in più di figure legate a orizzonti critici extrateatrali e altre invece più interne al mondo teatrale.

Il Premio Ubu per il teatro “l’unico realizzato in forma di referendum” è storicamente un riconoscimento dallo sguardo lungo, che cerca di individuare non solo il meglio che c’è, ma quello che verrà, aprendo nuove prospettive. Per questo si è voluto procedere alla modifica di alcune categorie e all’inserimento di nuove voci che rispondano con sempre maggiore capillarità all’evoluzione del linguaggio scenico. In particolare:

– viste le difficoltà segnalate da più parti di esprimere una preferenza per la “Miglior direzione organizzativa”, la voce è stata modificata in “Miglior progetto curatoriale” estendendo la valutazione anche a festival, stagioni teatrali e progetti speciali;

– anche sul versante degli spettacoli stranieri presentati per la prima volta in Italia il criterio adottato nella scorsa edizione “secondo il quale bastava un coproduttore italiano per annoverare uno spettacolo tra le produzioni nazionali” è stato da molti referendari considerato troppo rigido e scarsamente rappresentativo della realtà artistica cui si intende fare riferimento. Dunque, in questo caso, si torna a una valutazione che, oltre naturalmente alla produzione, comprenda altri fattori, quali ad esempio la lingua, la nazionalità degli artisti coinvolti e l’universo culturale complessivo evocato dalla performance;

– è stata introdotta la nuova categoria del “Miglior spettacolo di danza”, nella consapevolezza che la danza e i linguaggi legati al gesto e al corpo siano tra le esperienze più innovative che caratterizzano il variegato mondo delle scene;

– in relazione alla categoria dei giovani artisti, la categoria  “Nuovo attore o performer (under 35)” si è sdoppiata in due voci, una rivolta agli attori l’altra alle attrici;

– da quest’anno viene inoltre istituito un Premio Ubu alla carriera, che fa riferimento a un percorso più ampio rispetto ai confini ristretti di una stagione;

– infine, viene ripristinata la voce “Miglior testo straniero (o ricerca drammaturgica)”, che l’altr’anno era stata inglobata in quella di “Miglior testo”, senza distinzioni di nazionalità.

 

VINCITORI 40a EDIZIONE – 2017

Spettacolo dell’anno

Macbettu

regia di Alessandro Serra

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Miglior spettacolo di danza

Sylphidarium. Maria Taglioni On The Ground

regia e coreografia di Francesca Pennini

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Miglior progetto curatoriale

Inferno. Chiamata Pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri

di Marco Martinelli e Ermanna Montanari

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Miglior regia

ex aequo

Massimiliano Civica

(Un quaderno per l’inverno di Armando Pirozzi)

Massimo Popolizio

(Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini)

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Miglior allestimento scenico

Gianni Staropoli

(Il cielo non è un fondale)

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Miglior progetto sonoro o musiche originali

Gianluca Misiti

(Cantico dei Cantici)

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Miglior attore o performer

Roberto Latini

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Miglior attrice o performer

Giulia Lazzarini

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Nuovo attore o performer (under 35)

Christian La Rosa

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Nuova attrice o performer (under 35)

ex aequo

Serena Balivo

Claudia Marsicano

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Miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica

Un quaderno per l’inverno

di Armando Pirozzi

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Miglior nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica

Emilia

di Claudio Tolcachir

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Premio Ubu alla carriera

Antonio Tarantino

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Migliore spettacolo straniero presentato in Italia

Five Easy Pieces

testo e regia di Milo Rau

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Premio Speciale Ubu 2017

Fabulamundi. Playwriting Europe

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Premio Speciale Ubu 2017

C.Re.Sco.

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Premio Speciale Ubu 2017

Akropolislibri

Federico Niola

Direttore responsabile. Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi. Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

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