Atir Ringhiera: l’Assessore Del Corno risponde

«I lavori di ristrutturazione sono sotto la delega dell’assessorato ai lavori pubblici il cui referente è il mio collega, Gabriele Rabaiotti. Rabaiotti e il suo team stanno indagando a fondo la situazione complessiva dello stabile, non solo del teatro ma anche degli altri locali della struttura. É uno stabile complesso nato con un progetto architettonico che sicuramente oggi va rivisto: non c’è mai stato un pericolo reale per quanto riguarda il pubblico che ha frequentato la sala e chi vi ha lavorato, però è chiaro che la struttura richiede un intervento. E l’intervento è stato ritenuto opportuno in concomitanza al termine della concessione ad Atir, il prossimo 3 ottobre, senza possibilità di proroga. Non si tratta di una chiusura del teatro, semplicemente prima di emettere un nuovo bando, sarà necessario approfondire gli interventi necessari per far sì che la struttura sia messa in piena sicurezza.

Parallelamente ci siamo prodigati per far in modo che Atir possa continuare il suo prezioso lavoro in città sul fronte della produzione teatrale – senza dimenticare che dal punto di vista del ministero l’Atir viene finanziato come compagnia di produzione, quindi indipendentemente dal fatto di gestire o meno un teatro. Ciò ci pone in una situazione di maggiore tranquillità, considerando il fatto che il Comune sosterrà l’attività di Atir in quanto soggetto produttivo della scena teatrale milanese riconoscendone non soltanto la qualità della proposta artistica ma anche l’apporto complessivo all’offerta culturale cittadina. Da considerare anche il tema dell’offerta sociale, ruolo altrettanto importante e prezioso che Atir svolge: a tal proposito sono state sperimentate alcune soluzioni che permetteranno all’Atir di agire nel quartiere in contesti e sedi socio-ricreative.

Atir ha questa doppia anima: da un lato la produzione artistica che è, paradossalmente, più facile da accompagnare, sia sul fronte del finanziamento che sul fronte della solidarietà degli altri teatri milanesi, in modo che la loro attività produttiva possa continuare; dall’altra quella sociale, più delicata, per la quale non è necessaria una sede teatrale. Per quanto riguarda ciò che è di mia competenza è mio interesse restituire quanto prima quella che è la funzione teatrale di Atir ma anche ripensare complessivamente a quello che un centro civico può offrire ad un quartiere oggi, in termini di offerta complessiva. In quel territorio comunque è fortunatamente tornato ad essere attivo già un altro spazio teatrale, l’ex salone di via Dini, ora in attività grazie al lavoro di Pacta. É un altro teatro che svolge una funzione importante e secondo me può diventare un punto di riferimento per quanto riguarda le aspettative e le esigenze da un punto di vista teatrale, sia a livello di produzione che di rappresentazione. Non voglio dire certo “chiuso il Ringhiera e aperto il Dini” ma sottolineo che i tempi di restituzione di una importante struttura a funzione pubblica hanno coinciso con la necessità di chiuderne temporaneamente un altro. Chiaramente questa sospensione è temporanea, ed è di interesse di tutta l’amministrazione che il teatro Ringhiera possa tornare a funzionare. Bisognerà aspettare che il settore competente faccia le proprie valutazioni, e capisca che genere di intervento sia necessario con quali tempi, progetto e qualifica tecnica. Siamo di fronte a due strade: o un piccolo intervento, chiaramente solo sul teatro, o un intervento molto più ampio sulla struttura, cosa che, come si capisce, può determinare tempi diversi nella progettazione e realizzazione».

© Luca Cecchelli

Articolo tratto da Foyer (luglio, agosto, settembre 2017)

Laureato in Lettere Moderne all’Università statale di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato ai diversi aspetti del mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa e comunicazione.

Appassionato critico, indagatore socio-culturale, cinefilo, melomane e conoscitore di musica, specialmente rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

Luca Cecchelli

Laureato in Lettere Moderne all’Università statale di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato ai diversi aspetti del mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa e comunicazione. Appassionato critico, indagatore socio-culturale, cinefilo, melomane e conoscitore di musica, specialmente rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

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