Milano, sistema spettacolo

Prima e dopo il voto amministrativo: cosa lascia in eredità la Giunta Pisapia al neo Sindaco Beppe Sala.

Foyer è nato ad aprile 2014, due anni fa; ci sembra doveroso fare un piccolo bilancio sull’operato della Giunta riguardo al sistema spettacolo di Milano, oggi, alla vigilia del cambio di amministrazione.
Mentre scriviamo questo articolo, infatti, non conosciamo ancora la nuova compagine di governo della città e quanti assessori uscenti verranno riconfermati dal nuovo Sindaco Giuseppe Sala cui rivolgiamo i nostri migliori auguri, ma il lascito del sistema teatro è giusto che rimanga presente. Molte sono infatti le azioni sperimentate, nell’ultimo periodo dell’amministrazione uscente e che entreranno a pieno regime nel 2017, che verranno ereditate dalla prossima Pubblica Amministrazione. Di queste vogliamo parlare.

Nel 2011, anno di insediamento della Giunta Pisapia, complice anche il d.lgs.78/2010, il bilancio della Direzione Centrale Cultura era ai minimi storici. Dapprima l’Assessore Boeri e dopo un paio d’anni l’Assessore alla Cultura Del Corno, si trovano a mettere mano ai conti tra l’incudine della spending review e il martello di una città che, solo per quanto riguarda la prosa, vede quasi 10000 alzate di sipario all’anno e poco meno di 2 milioni di ingressi. E Milano produce e offre anche spettacoli di lirica, danza e balletto, teatro musicale, concerti.

Dall’inizio del suo incarico, Filippo Del Corno intende realizzare un approccio strategico per ottenere una sempre maggiore corrispondenza tra funzione amministrativa e indirizzo politico e pensa a una nuova organizzazione del bilancio che permetta di pianificare in maniera preventiva e non consuntiva il perimetro di spesa per ogni categoria senza modificare gli iter amministrativi per l’erogazione dei contributi. La suddivisione prevede due comparti e sette categorie.

Questa nuova organizzazione, già sperimentata nel 2016 e che entrerà a pieno regime nel 2017, porterà alla stesura di delibere quadro per ciascuna categoria che, tramite avvisi pubblici, potranno facilitare ulteriormente l’accesso ai contributi in un’ottica ancora più trasparente e premiante per le realtà virtuose.

Ad ogni categoria verrà assegnato ad inizio anno un budget sulla base di una ripartizione percentuale dell’ammontare complessivo del bilancio disponibile per il Settore Spettacolo: il controllo in itinere e la verifica periodica dei contributi deliberati ed erogati permetterà una gestione semplificata dell’attività amministrativa.

Ricordiamo le cifre consuntive di bilancio degli ultimi tre anni partendo dai 17.329.831,63 del 2013 e registrando nel 2014 una crescita a 17.769.513,88 milioni di euro; passando per il consuntivo 2015 di 19.880.530 (che include anche uno stanziamento straordinario per Expo), la previsione per il 2016 è di 18.733.000 in contributi che il Settore Spettacolo avrà ricevuto da parte del Comune di Milano.

In breve la descrizione delle citate sette categorie e le percentuali di ripartizione:

– Convenzioni Macro: soggetti e istituzioni ove il Comune è presente negli organismi di governance (74%).

– Convenzioni Teatrali: teatri titolari dei requisiti previsti dalla delibera del Sistema delle Convenzioni Teatrali (12%).

– Soggetti Arti Performative e Multidisciplinari: soggetti di produzione e distribuzione che svolgono attività puriennale di rilevante impatto sulla vita culturale della città, con particolare attenzione alla molteplicità e alla pluralità di linguaggi performativi e spettacolari (6%).

– Soggetti Cinema e AudioVisivo: soggetti di promozione e diffusione della cultura e della produzione cinematografica e audiovisiva (3%).

– Contributi Continuativi: soggetti che operano in prospettiva pluriennale (2%).

– Contributi Occasionali: soggetti che propongono attività con carattere di eccezionalità (1%).

– Contributi Start-Up: soggetti che entrano in relazione per la prima volta con l’Amministrazione, con durata massima di permanenza della categoria pari a 4 anni (2%).

A partire dalle sue grandi eccellenze, a cui finalmente è stata riconosciuta la piena autonomia di gestione e programmazione, il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro Milano – Teatro d’Europa, con la presenza di due TRIC, il Teatro Franco Parenti e il Teatro Elfo Puccini, Milano arriva ora ad avere numeri e una tale stratificazione dell’offerta per candidarsi ad essere considerata capitale europea permanente dello spettacolo dal vivo. Questo grazie alla costante crescita di festival e stagioni legate alle varie arti performative e del numero di spazi dedicati al teatro e alla musica.

Negli ultimi cinque anni sono stati infatti sperimentati anche nuovi formati di festival. La Prima Diffusa: per la prima volta nella storia, e per cinque anni consecutivi, dal palcoscenico del Teatro alla Scala, la serata di inaugurazione si apre a tutta la città su maxischermi di teatri, cinema, musei, scuole, carceri. PianoCity Milano: 3 giorni con oltre 300 concerti in tanti luoghi dell’intero spazio urbano; abitazioni, parchi, cortili, musei, tram e battelli; hanno ascoltato la musica di PianoCity 40.000 persone nel 2013, 60.000 nel 2014, 80.000 nel 2015 e quasi 100.000 nell’ultima edizione 2016. Festa della musica: dal 2014 il Comune di Milano ha aderito alla rete internazionale delle città che realizzano la Festa della Musica; la musica invade Milano ogni 21 giugno: oltre 90 luoghi, 130 performance, 800 musicisti e più di 500 ore di musica. ITIndependentTheatre: il festival di teatro indipendente che per tre giorni a maggio, fa vivere gli spazi della Fabbrica del Vapore con settanta compagnie dell’area metropolitana. Esperienza di organizzazione “dal basso”, fortemente incentivata dalla Pubblica Amministrazione. Inoltre la piazza più importante della città è tornata ad essere un luogo vissuto e condiviso da tutti i cittadini anche per gli importanti concerti gratuiti con un ventaglio di generi musicali, dal rock al pop, dal jazz alla classica: Il concerto di Radio Italia ha visto 100.000 persone nel 2013, cresciuto nel 2014 a 120.000, e ha confermato le stesse presenze nel 2015; Il concerto della Filarmonica della Scala è passato dalle 35.000 persone del 2013 alle oltre 45.000 del 2014 e del 2015; i Concerti di Capodanno: più di 80.000 hanno festeggiato San Silvestro nel 2013 con i Motel Connection e con Elio e le Storie Tese, e più 70.000 sono stati presenti ai Concertoni di Capodanno del 2014 e del 2015; Europe MTV Music Awards ha visto realizzare due concerti nell’ottobre 2015 con un pubblico di oltre 100.000 persone a serata, e trasmissione televisiva in tutto il mondo.

Un’ulteriore nota di merito all’Amministrazione uscente, per la convenzione Una Poltrona per Te: il progetto di Comune di Milano e Camera di Commercio per una nuova strategia di allargamento del pubblico e accessibilità degli spettacoli che permette a 14 mila giovani sotto i 26 anni di accedere gratuitamente a 66 spettacoli in 30 diverse sedi e compagnie teatrali. Non poco importante è anche aver difeso e voluto continuare l’esperienza messa a rischio proprio dalla spending review, di Invito a Teatro: storica iniziativa di abbonamento trasversale ai teatri di cui il Comune di Milano ha assunto nel 2015 la responsabilità istituzionale per mettere a sistema l’offerta complessiva dei teatri milanesi.

Milano è oggi modello per l’Italia in tema di semplificazione delle procedure per l’organizzazione di eventi, grazie ad alcune esperienze significative come lo Sportello Unico Eventi, luogo che permette di semplificare le procedure fino ad oggi svolte da diversi uffici e ottenere le autorizzazioni a realizzare eventi e manifestazioni in città, e che offre agli utenti consulenza e supporto amministrativo, logistico e amministrativo per facilitare in forma definitiva la relazione tra Amministrazione e soggetti che organizzano spettacoli ed eventi; e la convenzione stipulata con la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori): un patto concreto e condiviso da tutti i soggetti della filiera musicale, per riconoscere il settore della musica dal vivo e per armonizzare la normativa connessa e favorirne il pieno sviluppo.

Foyer, per una Milano capitale europea dello spettacolo dal vivo.

Nicola Sisti Ajmone (Milano, 1973). Compiuti studi classici al liceo, si è diplomato come attore nel 1994 alla Scuola di Creazione Drammatica Kuniaki Ida; ha ricevuto premi e riconoscimenti lavorando per il teatro e il cinema, fra gli altri, con Marco Baliani, Ermanno Olmi, Renato Carpentieri e Pierpaolo Sepe.
Ha fondato e dirige l’Archivio Giuseppe Ajmone che si occupa della memoria del pittore scomparso nel 2005.
Prima di fondare Controfibra e il giornale Foyer ha lavorato come grafico e direttore di progetti editoriali per case editrici indipendenti.

N.S.A.

Nicola Sisti Ajmone (Milano, 1973). Compiuti studi classici al liceo, si è diplomato come attore nel 1994 alla Scuola di Creazione Drammatica Kuniaki Ida; ha ricevuto premi e riconoscimenti lavorando per il teatro e il cinema, fra gli altri, con Marco Baliani, Ermanno Olmi, Renato Carpentieri e Pierpaolo Sepe. Ha fondato e dirige l’Archivio Giuseppe Ajmone che si occupa della memoria del pittore scomparso nel 2005. Prima di fondare Controfibra e il giornale Foyer ha lavorato come grafico e direttore di progetti editoriali per case editrici indipendenti.

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