Renato Carpentieri, applausi

“Mi dicono che arrivai a camminare da solo, per la prima volta, tenendomi spasmodicamente a un colletto inamidato di mio padre. Il colletto era di mio padre, ma mio padre dentro non c’era. Tenendolo tra le mani per le due estremità, nel vuoto, dovetti trovare non so quale appiglio immaginario, e fare i primi passi, sostenuto in realtà solo da me stesso, tramite il colletto. L’aiuto, più che immaginario, era, diciamo, psicologico. Un antico adagio dice: “Ognuno è fabbro della propria sorte”. In qualche modo quel colletto mi aiutò a diventare autonomo, almeno dal punto di vista del camminare e muovermi dattorno.

Se la filosofia di Kant mi ha sempre tanto affascinato, forse è perchè egli ha proceduto, nel mondo delle idee, allo stesso modo.

Il colletto inamidato per Kant è la ragione umana. Aggrappandosi spasmodicamente a questa, e solo a questa, Kant ci ha per primo dimostrato che possiamo camminare da soli, senza appoggiarci a niente di esterno”.

La citazione è da M. Piattelli Palmarini, Ritrattino di Kant a uso di mio figlio, Piccoli Saggi Mondadori.

Esordire con una citazione, come questa soprattutto, è un tributo a Renato Carpentieri, alla sua lunga e impegnata attività teatrale, per due motivi.

Il primo motivo è che ci richiama alla memoria la folgorante rappresentazione di Kant e del senso della sua filosofia nella pièce teatrale Il cielo stellato sopra di me, interpretata e diretta da Renato Carpentieri.

Il secondo motivo è che una citazione rimanda a un deposito culturale, a un sapere acquisito attraverso i libri e questo, a sua volta, richiama un altro grande progetto teatrale concepito da Renato Carpentieri: Museum – Sale teatrali per un museo mentale, in cui, come sostiene Carpentieri stesso, “ è come entrare nella biblioteca della mia generazione ed avere libri in prestito“.

Rielaborando in forma drammaturgica testi in prosa, non scritti per il teatro – romanzi e racconti dei maggiori autori italiani e stranieri, saggi e illuminanti pagine di critica letteraria (Fortini, Benjamin, etc) – Renato Carpentieri, con la sua rilettura dei testi – dai classici latini e greci fino ai contemporanei, siano essi teatrali e non – finalizzata alla messa in scena teatrale, costruisce un rapporto dialogico tra pagina scritta, narrazione scenica e spettatore, fornendo a quest’ultimo in forma viva e assai godibile quel colletto inamidato a supporto e guida dell’intelligenza che è in ciascuno e che, solo a cercarla e a coltivarla, consente di diventare padroni di sé, autonomi e atti a concepire che un cielo stellato sovrasta tutti quanti.

Anche noi suoi spettatori, ci sentiamo arricchiti dal suo lavoro e eticamente più maturi.

Possiamo quindi con entusiasmo staccare le nostre mani dall’appiglio fittizio e tributargli un lungo, meritatissimo applauso.

APPLAUSI a Renato Carpentieri Foyer gennaio 2016

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Alcuni riferimenti biografici:

1943 Carpentieri nasce a Savignano Irpino. La sua formazione artistica avviene a Napoli dove si trasferisce per studiare architettura.

1965-1974 Svolge, a Napoli attività di organizzazione e promozione culturale, teatrale e cinematografica come incaricato della giunta O.R.U.N.

1975   Comincia a occuparsi di teatro -con altri soci- il Teatro dei Mutamenti di Napoli e ne fa parte fino al 1980 .

1977   Primo spettacolo da lui diretto e interpretato “Maestri cercando” tratto dal racconto di Elio Vittorini “Le schiavitù dell’uomo”.

Dal 1990 si dedica anche al cinema e alla televisione e interpreta in modo significativo e convincente numerosi ruoli ottenendo nomination e premi importanti   come attore non protagonista, per citarne alcuni il premio Sacher per Porte Aperte di Amelio e il Nastro d’argento per Puerto Escondido di Salvatores.

1995 diviene direttore artistico di Liberascenaensamble.

1995 – 1996 E’ chiamato a dirigere 2 laboratori teatrali “Il Giardino del Teatro” e “ Il teatro del Fuoco” che anticipano il premio Massimo Troisi.

1999 Va in scena nella piccola sala Ferrari di Napoli la prima edizione di Museum – Sale per un museo mentale.

2000 Da quest’anno le “Sale” di Museum vanno in scena al Museo di San Martino di Napoli, ma alcune delle pièce sono in tournee anche in altre prestigiose piazze come Milano e Bologna. Prosegue la partecipazione a film e fiction televisive nel ruolo di attore e la sua attività nel teatro di ricerca come attore e regista.

2015 La sua lunga e impegnata carriera lo porta a ottenere nel 2015 il Premio alla Carriera (Casa di Massimo Troisi)

2018 Riceve il David di Donatello per la sua interpretazione nel film La tenerezza (2017) di Gianni Amelio

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