Anno I, numero 2

Che gran cosa le intuizioni. Si accendono nella mente in virtù di un processo tanto misterioso quanto virtuoso. A volte si può addirittura decidere di ascoltarle, dando vita a Foyer, per esempio. A noi piaceva l’idea di concretizzarlo, ma la cosa davvero importante è che il risultato della nostra intuizione sia piaciuto a voi.

Come annunciato tre mesi fa, questo secondo numero presenta alcune importanti novità. Ringraziamo sentitamente Filippo Del Corno e Antonio Calbi, nonché tutta la Giunta del Comune di Milano, perché la concessione del patrocinio sostiene e conferma la credibilità dello strumento che stiamo affidando alle vostre mani. Ne siamo orgogliosi soprattutto pensando a voi ed ai teatri, dei quali Foyer sostiene lo sforzo quotidiano di offrirci riflessione, senso dell’identità, crescita, cultura ed intrattenimento.

Anzi, a proposito: ci siete andati a teatro durante questo trimestre? Noi si, spesso. E voi, volete raccontarci qualcosa? A partire da questo numero potete farlo, usando lo spazio che Quarta parete vi dedica. La nuova rubrica di Foyer si apre ai pensieri dei lettori, ai pensieri del pubblico. É questa la seconda novità. In teatro, la quarta parete è una sorta di muro invisibile, immaginario che separa idealmente l’attore dal pubblico. Vorrei che i nostri lettori la sfondassero, condividendo commenti, opinioni, esperienze, aneddoti. Vi siete innamorati a teatro, ieri o vent’anni fa? Raccontatecelo. Avete visto, che so, L’avaro di Molière e vi è tornata in mente la vostra nonna, che vi ci aveva portato quand’eravate bambini? Forse sognavate di fare gli attori, perché eravate le piccole stelle della recita scolastica, e invece oggi vi occupate di economia?

Questo è il numero estivo. Molti teatri si godranno il meritato riposo, organizzando nel frattempo la prossima stagione. Per Foyer è tempo di dirvi cosa c’è in scena nel prossimo trimestre tra palchi, festival ed appuntamenti. Abbiamo dato ampio spazio a tutto, per soddisfare la vostra multiforme curiosità. E, a settembre, segnatevi in agenda gli appuntamenti di MITO, una grande rassegna di cui la nostra Milano è coprotagonista.

Direttore responsabile.

Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi.

Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

Federico Niola

Direttore responsabile. Laureato in filosofia all’Università statale di Milano, ha una predilezione per la teoretica e l’epistemologia. Ma gli piacciono anche Homer Simpson e Peter Griffin, i quali sono, com’è noto, due fini pensatori nonché grandi interpreti della vita, già professionisti nella disciplina della caduta in piedi. Ha lavorato come formatore e consulente nell’ambito delle risorse umane. Se leggere libri fosse un’attività pagata, potrebbe vivere di rendita. La professione di editore era un antico sogno e i sogni prendono polvere se non si realizzano.

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